UNSICHERHEIT

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Seit einigen Jahren treffen wir auf Unsicherheit in verschiedensten Projekten. Da ist mal die Führung unsicher, sich auf ein Projekt mit unbestimmten Ausgang einzulassen, ein anderes Mal sind es die Mitarbeitenden, die unsicher sind ob sie sich wirklich einbringen sollen, wieder ein anderes Beispiel ist das Zusammenbringen von verscheidenen Parteien um einen gemeinsamen Weg zu finden, da ist die Unsicherheit, wieviel wir jeweils auf die anderen zugehen wollen…

In all diesen Situationen geht es darum eine Haltung aufzubauen, die sich vom jetzt und heute unterscheidet. Haltung einnehmen, heisst Abstand nehmen und aus einer Metasicht sich vorzutstellen wo, hypotetisch es uns noch gut geht und wo nicht. Auf ein Gefühl einzulassen ist halt schon etwas speziell… wir begleiten diesen Prozess in dem wir mit Tendenzen arbeiten, dies erleichtert den Gruppen sich aufeinander einzulassen und anzunähern.

Wir sehen in diesen Tendenzen dann auch die Bereitschaft zur Veränderung. Manchmal ist sie hoch, manchmal verstehen wir damit, dass wir an einem anderen Ort ansetzen müssen, da wir noch weit weg sind von einem gemeinsamen Weg. Wir versuchen viel zu oft an Themen zu arbeiten und Veränderung herbeizuführen, wo das Bedürfnis noch gar nicht da ist. Wir predigen das immer wieder, egal auf welches Maturitätsmodell man sich bezieht, eine Phase muss man durchlaufen, um damit auf neue Erfahrungen zu bauen, daraus entstehen dann neue Bedürfnisse. Überspringen geht nicht. Warum soll sich etwas ändern, wenn gar kein Bedürfnis da ist?

Komplex wird es dann, wenn eine Partei in einer Phase bleiben will, während die andere sich bereits in die nächste bewegen will. Tendenzen sind dann ein wahrer Segen, um eine gemeinsame Diskussionsbasis herzustellen. Aus diesen Tendenzen, erarbeiten wir dann Narrative, wie es wäre wenn. So vermenschlichen wir die Tendenzen in vorstellbare Geschichten. Wir bringen sozusagen eine vorstellbare Zukunft ins Haus und können auf einfache Weise ein gemeinsames Zielbild aufbauen.

Wir denken es ist kein Hexenwerk und doch bewegen wir uns immer wieder auf einem Grat zwischen tatsächlichen und immaginären Bedürfnissen. Das kann echt anstrengend sein für alle…

Wie sieht es bei dir aus? Wo hast du eine solche Situation bereits erlebt?

Saluti vu de Berga
Ruggero

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INCERTEZZA

 

Da alcuni anni riscontriamo incertezza in diversi progetti. A volte è la dirigenza a essere incerta sull’opportunità di intraprendere un progetto dall’esito indeterminato, altre volte sono i collaboratori a non essere sicuri di volersi davvero impegnare, altre volte ancora si tratta di riunire diverse parti per trovare una strada comune e non si sa quanto ci si debba avvicinare agli altri…

In tutte queste situazioni è importante sviluppare un atteggiamento diverso da quello attuale. Assumere un atteggiamento significa prendere le distanze e immaginare, da una prospettiva più ampia, dove ipoteticamente stiamo ancora bene e dove invece non stiamo bene. Lasciarsi andare a una sensazione è qualcosa di particolare… noi accompagniamo questo processo lavorando con le tendenze, il che rende più facile per i gruppi aprirsi gli uni agli altri e avvicinarsi.

In queste tendenze vediamo anche la disponibilità al cambiamento. A volte è alta, a volte capiamo che dobbiamo partire da un altro punto, perché siamo ancora lontani da un percorso comune. Troppo spesso cerchiamo di lavorare su temi e di apportare cambiamenti dove non ce n’è ancora bisogno. Lo ripetiamo continuamente, indipendentemente dal modello di maturità a cui ci si riferisce: bisogna attraversare una fase per poter costruire nuove esperienze, da cui poi nascono nuovi bisogni. Non è possibile saltare una fase. Perché dovrebbe cambiare qualcosa se non ce n’è bisogno?

La situazione si complica quando una parte vuole rimanere in una fase, mentre l’altra vuole già passare alla fase successiva. Le tendenze sono allora una vera benedizione per creare una base comune di discussione. Da queste tendenze elaboriamo poi narrazioni su come sarebbe se. In questo modo umanizziamo le tendenze in storie immaginabili. Portiamo, per così dire, un futuro immaginabile nella nostra casa e possiamo costruire in modo semplice un obiettivo comune.

Pensiamo che non sia una magia, eppure ci muoviamo continuamente su una linea sottile tra bisogni reali e immaginari. Questo può essere davvero faticoso per tutti…

E tu come la pensi? Hai già vissuto una situazione del genere?

Saluti dalle montagne
Ruggero

 

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