Leggimi sotto in Italiano 🌞
SELBER MACHA
Wir werden immer wieder gefragt nach welchem Modell wir Veränderungen begleiten. Wie wenn man für jedes Problem dasselbe Werkzeug nutzen könnte… doch etwas wiederholt und bewährt sich. Wir sprechen von der Enabling Phase im ADKAR Modell. Das ADKAR Modell ist eine schöne Metapher, um einer Veränderungsbegleitung Sinn zu geben, ohne die Handlungsfreiheit während der Begleitung einzuschränken.
Ein Beispiel; wir haben gerade bei einem Polizeikorps ein Netzwerk, das Wissen bündelt und Wissenstragende über verstreute Regionen hinweg vernetzt, aufgebaut. Das ist etwas Neues in einer Kommando orientierten Organisation. Zu Beginn ist immer mit Skepsis zu rechnen - wir haben in Veränderungen immer die Neugierigen und die Vorsichtigen, das ist völlig normal - doch mit der Zeit, sofern ein Sinn erkennbar ist und wenn die Beteiligten sehen, dass sie Teil der Lösung sind, kommen sie plötzlich in Fahrt. Das ist Enabling, das ist es, was stattfinden muss, um dann über eine Gruppe die schon angesteckt ist und diesen Sinn ihren Kolleginnen und Kollegen weitergeben kann, vom Enabling ins Engagement geht.

Die involvierten early Adopters werden dann plötzlich von Practicionner zu Facilitators. Eine Rolle, die eigentlich alle gerne annehmen. Das ist Entwicklung inside out, einfach so nebenbei. Und das verstehen wir unter Enabling. Unser Anspruch; Teams so zu befeuern, damit sie selbst in die Engagement Zone gehen können. That’s it. Kein Hexenwerk und dennoch braucht es viel Leidenschaft, Ausdauer und vor allem Geduld, weil das Gras wächst wie es wächst.
Im Moment werden immer wieder Projekte ausgeschrieben, die Change Management beinhalten, doch da geht es nicht um Management, es geht immer um Enabling, denn die Veränderung findet innen statt und wird nicht von aussen «verwaltet» und das ist auch der ganze Trick; Sinngebung, Kontext zum Grossen und Ganzen schaffen, offene Kommunikation und dann eben einfach machen, dranbleiben, Practicionners gewinnen, die sich zu Facilitators entwickeln und wer weiss, künftig sogar Coaches werden.
So lautete auch unsere Antwort auf die Frage eines Kunden ob wir ein pragmatisches Intranet bauen können; «Nein, aber wir können euch zeigen wie ihr es selbst macht!» Sie haben sich darauf eingelassen und es ist unglaublich, das Kom Team ist jetzt «on Fire». Innert Kürze sind Prinzipien entstanden und eine super einfach gehaltene und partizipative Intranet Umgebung. Me mue kei Tänz macha, in der Regel verkopfen wir alles, doch die Kunst der Einfachheit und des Miteinanders gewinnt letztendlich. Und ja; selber macha isch au meh funatwork 😀
Wia gsehsches du?
Saluti vu de Berga obanaba
Ruggero
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FAI DA TE
Ci viene chiesto spesso quale modello utilizziamo per accompagnare i processi di cambiamento. Come se fosse possibile usare lo stesso strumento per ogni problema… eppure alcune cose si ripetono e danno buoni risultati. Parliamo della fase Enabling del modello ADKAR. Il modello ADKAR è una bella metafora per dare un senso all’accompagnamento al cambiamento, senza limitare la libertà d’azione durante il percorso.
Un esempio: abbiamo appena creato, all’interno di un corpo di polizia, una rete che raggruppa le conoscenze e mette in contatto i detentori di tali conoscenze in regioni sparse sul territorio. Si tratta di una novità in un’organizzazione orientata al comando. All’inizio c’è sempre da aspettarsi un po’ di scetticismo – nei processi di cambiamento ci sono sempre i curiosi e i cauti, è del tutto normale – ma con il tempo, purché si intraveda un senso e quando le persone coinvolte vedono di essere parte della soluzione, improvvisamente prendono slancio. Questo è l’enabling, è ciò che deve avvenire affinché, attraverso un gruppo già coinvolto e in grado di trasmettere questo senso ai propri colleghi, si passi dall’enabling all’impegno.
Gli early adopters coinvolti passano così improvvisamente dal ruolo di professionisti a quello di facilitatori. Un ruolo che, in realtà, tutti accettano volentieri. Questo è sviluppo “inside out”, quasi per caso. Ed è proprio questo che intendiamo per enabling. Il nostro obiettivo: stimolare i team in modo che possano entrare autonomamente nella zona di coinvolgimento. Tutto qui. Non è una scienza occulta, eppure richiede molta passione, perseveranza e, soprattutto, pazienza, perché l’erba cresce come deve crescere.
Al momento vengono continuamente lanciati progetti che prevedono la gestione del cambiamento, ma non si tratta di gestione, si tratta sempre di enabling, perché il cambiamento avviene dall’interno e non viene gestito dall’esterno, ed è proprio questo il segreto; dare un senso, creare un contesto all’interno del quadro generale, comunicare in modo aperto e poi semplicemente agire, non mollare, coinvolgere professionisti che diventino facilitatori e, chissà, magari in futuro persino coach.
Questa è poi stata anche la nostra risposta alla domanda di un cliente che ci chiedeva se fossimo in grado di realizzare una intranet pragmatica: «No, ma possiamo mostrarvi come farlo da soli!». Hanno accettato la sfida ed è incredibile: il team della comunicazione ora è «on fire». In breve tempo sono stati definiti i principi e si è creato un ambiente Intranet estremamente semplice e partecipativo. Non c’è bisogno di complicare le cose: di solito tendiamo a ragionarci troppo sopra, ma alla fine l’arte della semplicità e della collaborazione vince sempre. E sì, farlo da soli è anche più divertente, no? 😀
Cosa ne pensi?
Saluti dalle montagne
Ruggero